DISTRIBUTORE AUTOMATICO DI "DONNE"

mercoledì, maggio 13, 2009 / Pubblicato da FABIO PELUSI / commenti (0)


Giappone. Patria delle vending-machine dove tutto si compra nelle macchinette. Dalle bibite al cibo precotto, dai preservativi ai cuccioli di gatto. E’ il trionfo della merce crazia, tutto ha un prezzo e tutto si può comprare velocemente e facilmente. A portata di mano. Che dire allora del sesso? Perchè non rendere disponibile anche questo servizio? La provocazione ci è piaciuta…
AHAHHAHA FANTASTICO AHAHAHHA

UN MARTEDI "NERVOSO"

mercoledì, aprile 29, 2009 / Pubblicato da FABIO PELUSI / commenti (2)

Ormai è da un paio di mesi piu o meno che il martedi ci si ritrova,il gruppo cè ed è compatto,le motivzioni ci sono ,la voglia di mettersi in luce anche,ci si guarda negli occhi ogni volta,ogni martedi ,seduti a un tavolino del mcDonald,a cercare di mettere in campo le formazioni piu equilibrate ovviamente tutti con idee diverse,ma alla fine ci si accontenta di quello che si ha e si va in campo.
Quest ultima gara ha avuto purtroppo un piccolo dispiacere,una piccola azione istintiva,forse data dalla stanchezza o dal nervosismo di una partita abbastanza equilibrata che a tutti i costi vuoi portare alla vittoria...parliamo di FALCONE voto (2) che in un azione di gioco si va ascontrare con ANTONIO.. e li che scatta la scintilla che spegne la luce ai due e dopo un battibecco di un paio di minuti FALCONE decide di levarsi la casacca e abbandonare il campo di gioco tra le polemiche di tutti e ci lascia in 4 contro 5.
Campioni di questo calibro non dovrebbero avere queste reazioni ,non è questo il modo di abbandonare la squadra,nel momento del bisogno deve venire fuori il carattere e cercare di aiutare i compagni,non si può abbandonare cosi un match di quest importanza.
Questa settimana non farò pagelle,butterò solo due righe citando tutti ,questo perchè vorrei invitare tutti i partecipanti a riflettere sull accaduto e che queste cose non devono piu succedere.
Minuti iniziali difficile per il team di FALCONE PELUSI FABIO E GIGANTE che si lasciano sorprendere dall incredibile avvio della squadra capitanata da SERGIO PELUSI che inizia a macinare gioco e portarsi ad un risultato tranquillo avendo sempre dai 3 ai 4 gol in piu.
Poi le squadre iniziano a riprendere il giusto equilibrio ,il match inizia a farsi interessante,ANTONIO 7 in giornata macina la fascia fa gol e aiuta la difesa in una delle giornate migliori per lui,ma comunque con l auito dei vari SERGIO 6.5 che fa inche il pivot difensivo facendo girare bene la squadra e SIMONE PERILLI 6 che cresce sempre di piu grazie anche al buon senso dei partecipanti che l hanno messo da avversario di FALCONE (2) il "RAGAZZO"che ha avuto il gesto di stizza e che lascia la propria squadra in balia dell avversario, sperando in una sua riflessione chiedendo scusa a tutti,e MICHELE 6+ sempre piu tranquillo e costante nel gioco non fa piu sbavature allucinanti che grida contro lo stesso FALCONE "vai a casa e paga il campo"tra lo stupore di tutti i giocatori in campo.Nel team avversario cè una sorpresa negativa la non giornata favorevole di GIGANTE 5.5 che non impone il suo solito ritmo,e lo stesso PELUSI 6.5 che uscendo troppo prende troppi gol ,ma notiamo che al lascio del campo di FALCONE si mette a fare la punta e fa 3/4 gol da manuale del calcio "giocatore ritrovato pienamente"dribbla ovunqe anche ai limiti del ridicolo ma doveva sfogare la sua rabbia per il troppo tempo fermo ai box giocatore tecnicamente superiore alla media diciamoci la verità,e poi DI GIACOMO 6 e TARICANI 6.5 voto positivo per la sua splendida partita giocata con molta corsa e anche realizzando dei gol nel finale grazie anche allo stesso PELUSI FABIO che lo mette davanti alla porta con estrema facilità.CARMINE DG s.v. non giudicabile all esordio cmq buon portiere da rivedere.

Ancora la pioggia nel "TRISI"

martedì, aprile 21, 2009 / Pubblicato da FABIO PELUSI / commenti (4)

Questa volta la formazione capitanata da Pelusi Fabio riesce ad avere la meglio sul team falconiano che da un pò di gare stenta ad avere la meglio.Gara abbastanza nervosa,ritmo di gioco molto blando a parte sprazzi di grande calcio dei vari Pelusi S e Gigante,che comunque portano la squadra alla vittoria,grazie anche alle disposizioni tattiche urlate dalla retrovia del navigato Fabio Pelusi che riesce a tenere la difesa concentrata ed è sempre più reattivo e lucido per le ripartenze dei suoi, riuscendo anche ad andare in rete con un doppio passo e tunnel ai danni di Marco Di Giacomo.Due righe anche per la squadra di Falcone che riesce a rimanere in partita fino al quarto d ora finale grazie ai fraseggi stretti di Perilli e Marco dg che riescono a liberare facilmente al tiro lo stesso Falcone e all intelligenza tattica di Padula.Pulita la gara di Cavalcanti,un pò meno sotto il piano "comportamentale".


IN SEGUITO LE PAGELLE DELLA GARA:
team A
PELUSI SERGIO 8:Ormai se in giornata
possiamo ben dire che porta la squadra alla vittoria con i suoi fraseggi e la sua
rapidità salta come e quando vuole i difensori avversari facendoli "ammattire",realizza gol di alta scuola.SCINTILLANTE

GIGANTE SILVIO 7:Ci stiamo stufando della sua splendida duttilità tattica fa girare la squadra in maniera perfetta,distribuisce palloni in quantità e qualità,si propone, si fa dare palla, e segna anche, partita maiuscola macchiata da fraseggi ridicoli con l avversario Falcone,assolutamente da evitare. ARCHITETTO



PEUSI FABIO6,5:Continua ad essere molto disponibile e "consigliere"si mette sempre a disposizione della squadra guidando la fase difensiva e le veloci ripartenze con lanci per i suoi attaccanti.Riesce anche a ritagliarsi gloria siglando un gol che da morale ,tra i pali buone parate e ottimi anticipi sugli attaccanti avversari.CAPITANO





DI GIACOMO DANIELE 5,5:Partita abbastanza anonima,eravamo abituati a vederlo in prestazioni intelligenti
come pivot difensivo,corre davvero poco e si limita a fare il suo senza strafare,Pelusi F lha voluto fortemente nel suo team questa settimana ma forse troppa pressione non la regge.INTIMIDITO

CAVALCANTI MICHELE 6:Buona partita,forse una delle migliori che è riuscito a fare negli ultimi tempi,chiude bene gli attaccanti avversari spaventandoli con la sua foga agonistica ,come suo solito si ritaglia "vignette" poco gradevoli con tiri dalla distanza, comunque piaciuto .Rivedibile... a fine partita si veste in gran fretta e sparisce lasciando un punto interrogativo sul costo del campo.SCIAGURATO

team B
FALCONE DAVIDE5,5:Non raggiunge la sufficienza,a causa del malumore dei suoi compagni che a volte non riescono a capire il suo modo di giocare,li richiama troppo non accorgendosi di essere "LUI" non in giornata ,vuole ritagliarsi gloria cercando di deridere l avversario Gigante con i suoi giochetti ma non va proprio... riesce comunque a essere utile realizzando gol e distribuendo palloni gradevoli per i compagni.SBIADITO



PERILLI SIMONE 6: "El gordo"sgomita lotta,nervoso per tutta la gara fa comunque gol gioca per la squadra in maniera sufficiente,giocatore tutto fare agonisticamente perfetto,dovrebbe ritrovare la sua forma a breve.
intervistato a fine gara si lamenta molto per il compagno Falcone sempre "lui",non lo lascia mai tranquillo ,dichiara apertamente alla stampa che non vuole far parte piu del suo team,campioni cosi non dovrebbero mettersi contro.
NERVOSO
PADULA DANIELE 6:Diciamo la verità partita in ombra per "riise"tenuto in briglia dal suo team segregato nella sua zona difensiva fa molto poco ma sa stare in campo, tiene la posizione con intelligenza proponendosi raramente ma riesce ad essere pericoloso colpedo una traversa nel finale.DILIGENTE





TONTODIMAMMA ANTONIO 6+:gioctore infaticabile,corre tantissimo contrasta ogni cosa che
si trova avanti,anche lui abbastanza nervoso,a volte esagera in interventi evitabilissimi rischiando di far male a qualcuno e per fortuna che non c era "Taricani",gioca bene, sulla sua fascia lascia "solchi".POLMONE

DI GIACOMO MARCO 6,5:Giocatore elegante tatticamente utilissimo si propone molto,unica pecca
porta troppo palla e ovviamente rallenta l azione,ma ha la fortuna di essere"pulito"sbaglia davvero poco quello che fa,sa stare in campo e segue la squadra.
EDUCATO






che bidoni !!!!

giovedì, aprile 16, 2009 / Pubblicato da FABIO PELUSI / commenti (2)

Ecco una rassegna dei calciatori stranieri che non hanno inciso sul nostro campionato...

John Aloisi (Cremonese)

L'alibi è che è arrivato troppo presto nel calcio italiano, aveva infatti solamente vent'anni quando, nel gennaio del 1996, la Cremonese - che allora militava nella massima serie - decise di andare a prelevarlo dai belgi dell'Anversa. L'australiano, un attaccante piuttosto legnoso, non ha trovato nessuno a dargli fiducia nella terra dei suoi avi quando ha chiuso la parentesi grigiorossa ed è così volato prima in Inghilterra (Portsmouth e Coventry) e quindi in Spagna (Osasuna e Alaves). Gioca ancora, nel Sydney FC, e nella terra dei canguri è quasi un mito: 27 gol in nazionale.

Gustavo Bartelt (Roma)

Poco chiaro il modo in cui ha ottenuto la cittadinanza italiana, ma alla fine è stato assolto. Poco chiaro come la Roma, nel 1998, abbia puntato su di lui, probabilmente ingolosita dalle reti messe a segno dall'attaccante argentino con il Lanus. E qui il biondo Bartelt, che in molti pensavano potesse rivelarsi il nuovo Claudio Caniggia, va condannato: l'assenza di gol nelle 15 presenze in A impediscono che possa farla franca. Il "Facha", quindi, non ha lasciato il segno da noi e neanche in Spagna, subito dopo, si è fatto apprezzare con la casacca del Rayo Vallecano. Automatico il rientro in patria, dove anche oggi, a 34 anni suonati, corre dietro a un pallone (gli All Boys la sua ultima squadra) e, ogni tanto, ma senza esagerare, lo butta dentro

Winston Bogarde (Milan)

Il rendimento dello storico trio olandese del Milan (Gullit, Rijkaard, Van Basten) ha spesso portato la dirigenza rossonera nei Paesi Bassi alla ricerca di qualche altro asso. Con Winston Bogarde è decisamente andata male. Il terzino sinistro, approdato sotto la Madonnina nell'estate del 1997, ci ha messo davvero poco per fare capire di essere distante anni luce dai più celebri connazionali: Capello l'ha spedito in panchina dopo tre sole apparizioni e a gennaio ha dato il beneplacito al suo trasferimento al Barcellona.

Al Saadi Gheddafi (Perugia, Udinese e Sampdoria)

Terzogenito del capo di stato libico, Muammar Gheddafi, il rampollo di cotanto padre ha sempre avuto il calcio in testa. Ed è anche riuscito a giocare nella serie A italiana, pur non avendone i mezzi (tecnici, va specificato), perché in effetti di lui si può dire tranne che fosse un fuoriclasse. Il primo a fiutare l'affare, nel 2003, è stato l'allora presidente del Perugia, Luciano Gaucci, poi per l'attaccante nordafricano c'è stato posto (si fa per dire...) anche all'Udinese e alla Sampdoria. Il compianto professor Scoglio, quando era c.t. della Libia, non lo calcolava: "Non amo subire i ricatti di nessuno", diceva.

Vratislav Gresko (Inter)

Il suo nome, ancora oggi, fa venire l'orticaria ai tifosi dell'Inter, legato indissolubilmente com'è al "tragico" 5 maggio 2002 e alla sconfitta in casa della Lazio che costò ai nerazzurri uno scudetto che pareva già vinto e che invece finì nella bacheca della Juventus. Congedato dal presidente Moratti, lo slovacco, uno dei tanti terzini sinistri stritolati dal ricordo di Roberto Carlos, ha cercato di rilanciarsi al Parma, ma in Italia aveva già detto tutto e ha quindi capito che era meglio andare altrove, firmando per gli inglesi del Blackburn Rovers. Attualmente si guadagna la pagnotta al Bayer Leverkusen, in Germania.

Carsten Jancker (Udinese)

È senza dubbio sempre stato un giocatore non bello da vedere, con le sue leve lunghe e con la faccia non propriamente da compagnone: l'Udinese, che era ancora alla ricerca di un clone di Oliver Bierhoff, si è buttata su di lui nel 2002, prelevandolo da uno dei più importanti club d'Europa, il Bayern Monaco. Ma l'esperimento dei friulani si è rivelato quasi fallimentare, la poca tecnica individuale di Jancker l'ha messo in difficoltà con i rapidi difensori italiani e al pelatone di Grevesmuhlen non è restato che cambiare aria. E' stato anche in Cina, allo Shanghai Shenhua, prima di dire "ja" agli austriaci del Mattesburg, compagine con la quale gioca anche tuttora.

Mario Jardel (Ancona)Quando è arrivato in Italia, nel 2004, era già sovrappeso: ad Ancona, però, non parvero accorgersi e gli dettero fiducia, venendo ripagati dal brasiliano di Fortaleza con una serie di prestazioni ai limiti dell'inguardabilità. E' tutta qua la parentesi nella Penisola di un giocatore che sarebbe stato bello vedere correre sui nostri campi all'apice, quando vedeva la porta da ogni posizione e conquistava "Scarpe d'oro" a raffica grazie alle reti messe a segno con il Porto. Dopo avere ammesso di avere problemi con la droga ha cercato di rimettersi sulla strada maestra, continuando a strappare ingaggi in ogni parte del mondo (Argentina, Portogallo, Cipro, Australia). Ora "SuperMario" cerca di continuare a divertirsi, nella maniera più sana, in patria e sta giocando nel Ferroviario: quale squadra migliore per rimettersi sui binari?

Alexi Lalas (Padova)

Lunghi capelli rossi, barba caprina, tecnica calcistica piuttosto rudimentale. Il difensore statunitense non era certo tipo da passare inosservato con le scarpette ai piedi, strumento di lavoro che alternava a quelli musicali, essendo il chitarrista di una rock-band. Di origine greca (Panayotis il suo nome di battesimo), riuscì a convincere la dirigenza del Padova con un campionato del mondo (quello del 1994) senza infamia e senza lode e, a onore del vero, la sua prima stagione in biancoscudato è stata decente. Meno la seconda, cui ha fatto seguito il ritorno in America. Fino allo scorso anno Lalas - senza barba e con il capello corto - è stato il presidente dei Los Angeles Galaxy.

Jens Lehmann (Milan)


Il prossimo 10 novembre compirà quarant'anni in campo, visto che lo Stoccarda gli ha appena prolungato il contratto fino al 2010. E di sicuro in Germania, oltre che in Inghilterra (a lungo è stato tra i pali dell'Arsenal), il portiere nativo di Essen ha dato il meglio di sè. A differenza di quanto mostrato in Italia. Il Milan, che nel 1998 lo chiamò con l'obiettivo di mandare in pensione Sebastiano Rossi, si trovò alle prese con un estremo difensore nervoso e insicuro: memorabili le pallonate (e le reti) prese da Batistuta in un match con la Fiorentina stravinto dai viola. E così, dopo pochi mesi, Lehmann fece le valigie riconsegnando la porta rossonera all'altissimo romagnolo.

Gaizka Mendieta (Lazio)

Nel 2007 ha lasciato il calcio senza che in molti se ne accorgessero: ha chiuso in Inghilterra, al Middlesbrough. Prima, però, ha fatto grandi cose al Valencia, tanto è vero che il presidente della Lazio, Sergio Cragnotti, per strapparlo ai levantini versò nelle loro casse 97 miliardi (stiamo parlando del 2001). Il centrocampista basco, però, in biancoceleste ha lasciato a desiderare, non riuscendo minimamente a esprimere le qualità che l'avevano portato a diventare un faro anche della nazionale spagnola. Un solo anno nella Capitale gli è stato sufficiente per capire che il nostro calcio non faceva per lui, troppe pressioni. La parabola discendente era già ampiamente cominciata...

Javi Moreno (Milan)Ultimo domicilio conosciuto Ibiza per Javi Moreno, che però è riuscito nell'impresa di non incidere neanche nell'Eivissa, la squadra isolana che milita nell'equivalente spagnolo della nostra Seconda divisione, e ha quindi annunciato di volere appendere le scarpe al chiodo qualora nessuno decida di dargli ancora fiducia. Da dicembre, quindi, l'ex attaccante del Milan, oggi 34enne, è praticamente un disoccupato. Imbarazzante la sua esperienza in rossonero (stagione 2001-02), difficoltà nello spogliatoio (si dice che Laursen con lui entrasse durissimo nelle partitelle), ma soprattutto poca dimestichezza con la porta avversaria nelle rare volte in cui veniva chiamato campo. 2 soli gol un bilancio che gli è valso il ritorno in nella Penisola Iberica.


Bastos Tuta (Venezia)


È uno dei pochi giocatori nella storia del calcio a essere stato insultato dai compagni (oltre che, naturalmente, dagli avversari) per avere fatto gol: basterebbe questo biglietto da visita per capire che siamo a che fare con un elemento piuttosto singolare. Bastos Tuta, brasiliano che in Italia venne con una valigia piena di sogni, dovette scontrarsi con la triste realtà in un Venezia (la sua squadra)-Bari della stagione 1998-99. Non capiva bene l'italiano, si disse, e si disse che anche per questo motivo venne presto rispedito in patria dove ancora oggi cerca di fare il suo mestiere: realizzare reti, magari poi per essere festeggiato...

Marcos André Batista Santos "Vampeta" (Inter)


Per molti tifosi interisti il brasiliano rappresenta il flop dei flop: pagato 30 miliardi dal presidente Moratti, pare anche su suggerimento dell'amico e connazionale Ronaldo, doveva prendere la chiavi del centrocampo, in realtà collezionò due sole presenze in nerazzurro e, dopo pochi mesi, bocciato da Marco Tardelli, venne spedito in Francia al Paris Saint Germain. Lui, però, sognava ancora il Psv Eindhoven. "La mia seconda patria è l'Olanda, un Paese libero: donne, droga, birra. La gente fuma, beve e si fa gli affari propri", l'illuminato pensiero espresso di recente da Vampeta, un nomignolo che nasce dall'incrocio tra i termini "vampiro" e "diavolo" ("capeta" in portoghese).

Edwin Van Der Sar (Juventus)


Prima di arrivare in Italia il dinoccolato portiere olandese ha vinto una Champions League (con l'Ajax), dopo ne ha conquistata un'altra (con il Manchester United, squadra nella quale gioca tuttora, a 38 anni e mezzo). Ma quanto combinato con la maglia della Juventus è ancora oggi motivo di incubi per i tifosi bianconeri. Due stagioni (1999-2000, 2000-01), zero scudetti con la "Vecchia Signora", un soprannome un po' così ("Topo Gigio"), ma soprattutto una serie di papere, alcune delle quali, pare, arrivate per un problema alla vista.

Abel Xavier (Bari e Roma)


Sbagliare è umano, perseverare è diabolico. Però capita. Ed è successo ai dirigenti della Roma, che nel 2004 hanno pensato bene di riportarlo in Italia, non ricordando il suo meteorico passaggio di una decina di anni prima al Bari. Nato a Nampula, in Mozambico, ma di nazionalità portoghese, Abel Xavier è attualmente senza contratto dopo avere chiuso la sua esperienza con i Los Angeles Galaxy. Più che per le sue giocate (tutto sommato è un onesto difensore che ha militato in club importanti come Benfica, Psv e Liverpool), il nostro eroe tende a essere ricordato per il suo quasi improponibile look, che lo porta a sfoggiare capelli e barba biondo platino.

CalcettO -TRISI- 14-04-09

mercoledì, aprile 15, 2009 / Pubblicato da FABIO PELUSI / commenti (1)



Sconfitta amara per i ragazzi di mister Falcone

Partita a tratti equilibrata, ma gli uomini di Gigante portano a casa tre punti importanti. Le modifiche apportate alla rosa si vedono, e risultano decisive.

Trisi, 14 Aprile 2009.


La squadra dalle casacche Arancioni ha un avvio scoppiettante e già dopo i primi 15 minuti di gioco ha un vantaggio importante che però non riesce ad amministrare, favorendo così la rimonta degli avversari. Nella prima mezz’ora le incursioni degli uomini arancioni mettono in seria difficoltà la difesa avversaria che non riesce a dare profondità alla propria squadra e si affida esclusivamente ai lunghi lanci. Dopo il primo tempo però il vistoso calo fisico dei ragazzi di mister Falcone fa cambiare completamente volto alla partita. Da li in poi infatti la partita e quasi a senso unico e gli avversari fanno un vero e proprio assedio alla porta di Pelusi.

Squadra Arancione

PELUSI F. 7 La forma sta crescendo e si vede, mostra sempre più sicurezza fra i pali e risulta decisivo in più di un occasione. La difesa non lo supporta abbastanza e così nel finale anche lui decide di tirare i remi in barca. Voci non confermate prevedono il suo rientro in attacco entro il prossimo mese. Staremo a vedere.

DI GIACOMO M. 6,5 E’ sicuramente il più dotato tecnicamente fra i due fratelli, lotta su ogni pallone ma predilige la fase offensiva e spesso lascia sbilanciata la propria squadra in difesa. Nel complesso una buona prestazione che gli varrà la riconferma da titolare nella squadra arancione

PADULA 6 Il suo forte è quello di saper mantenere la giusta posizione in campo, spinge molto sulla fascia destra e realizza uno splendido goal incrociando un pallone sul secondo palo da posizione molto angolata. Da rivedere il possesso palla che a volte risulta approssimativo e frettoloso.

PELUSI S. 6,5 Non è sicuramente la sua serata migliore, ma nella prima fase di gara si comporta bene in attacco realizzando diversi goal. Non accetta di buon grado le disposizioni di mister Falcone che lo invita a rimane in difesa per dare spazio alla manovra e fare respirare la squadra. Speriamo che i rapporti fra tecnico e giocatore non siano incrinati altrimenti sarà dura farlo rimanere in squadra.

FALCONE 5,5 Nella prima mezz’ora da il suo contributo alla squadra in special modo in fase difensiva. La condizione è ancora molto approssimativa, e la scarsa lucidità lo induce spesso all’errore. Bravo solo nell’imbeccare in diverse occasioni Padula sulla fascia avversaria. Per il momento non si prevede un suo esonero dalla panchina.

Squadra senza casacche

DI GIACOMO D. 6 Non sempre efficace sotto porta, in molte occasioni si intestardisce nel cercare il dribling. Decisamente buona la fase difensiva, non tira mai indietro la gamba e per gli avversari non è semplice superarlo. In un paio di occasioni si dimostra altruista servendo assist per goal quasi fatti

PERILLI 6 riesce ad esprimersi al meglio nel ruolo di pivot proteggendo bene la palla con spalla alla porta. Si divora diversi goal a tu per tu con il portiere e così capisce che il caso di lasciar spazio ai propri compagni in attacco. Dopo il primo tempo si vede molto poco.

TARICANI 5,5 Gli evidenti limiti tecnici condizionano pesantemente la sua prestazione, ma l’impegno messo in campo è davvero tanto. Nella fase difensiva è lento e prevedibile ma incute timore agli avversari riuscendo ad avere spesso la meglio negli uno contro uno. Gestita molto meglio la dose di aggressività rispetto ai precedenti incontri.

DI PAOLO 6 Vistosamente appesantito nel fisico sente tutta l’emozione dell’esordio ma nel complesso la sua prestazione è sufficiente. Ancora poco elastico sotto porta fallisce diversi agganci. In alcuni tratti della partita si innervosisce per l’eccessivo fraseggio di palla da parte di Falcone e Pelusi che in più di un occasione lo costringono a correre a vuoto.

GIGANTE 7 Molto ordinato in campo capisce con il giusto tempismo quando proporsi in attacco. Bravo nel non reagire alle provocazioni di Falcone che in più occasioni va sentire i propri tacchetti. Da rivedere assolutamente le conclusioni da lontano ancora troppo deboli e sbilenche

Davide Falcone

NEL "FREDDO" DI TRISI

mercoledì, marzo 25, 2009 / Pubblicato da FABIO PELUSI / commenti (3)

La squadra di Mister Gigante rimonta 4 goal nel secondo tempo e alla fine vince con un Goal di scarto.

Pescara 24 Marzo 2009

Partita sostanzialmente equilibrata.
Nella prima fase della partita gli uomini di Falcone si mostrano più tonici rispetto agli avversari ma subiscono un calo fisico nell'ultima mezz'ora favorendo così la rimonta degli avversari.

di seguito le pagelle:

PELUSI F. 6,5 Nonostante la condizione non ottimale disputa una buona prestazione guidando bene i suoi ragazzi; non sempre viene ascoltato in fase difensiva dagli esuberanti Gigante e Pelusi Sergio. Indeciso su alcune parate, si mostra abile nei lanci da lontano sui piedi dei propri attaccanti.

PELUSI S. 7 Ci crede fino alla fine portando la squadra alla vittoria. Spreca diverse palle goal ma nell'uno contro uno riesce in più di un occasione ad arrivare al tiro saltando l'avversario.

GIGANTE 7 recupera un gran numero di palloni servendo ai propri compagni assist precisi. manca di concretezza sotto porta ma riesce comunque a segnare alcuni goal importanti ai fini del risultato.

TARICANI 5 Rende la partita abbastanza cattiva con entrate dure sugli avversari, in diverse occasioni si fa superare nell'uno contro uno. Si vede davvero poco in attacco, e si divora un goal a porta vuota.

PADULA 6 Nonostante i limiti tecnici disputa comunque una discreta prestazione. Mantiene bene la posizione in difesa e si propone in fase offensiva con il giusto tempismo. Non altrettanto preciso nelle conclusioni a rete.

PERILLI 5,5 Corre davvero poco ma realizza diversi goal. in diverse occasioni eccede con i dribling ed il tiro seppur potente, non sempre è nello specchio della porta. da rivedere la posizione in campo.

FALCONE 5,5 Prestazione abbastanza anonima, se non fosse per i 3 goal realizzati. Degno di nota il goal con un tiro dai 30 metri.

TONTODIMAMMA 6 Corre molto ma spreca altrettanto. Più efficace nella fase difensiva dove contrasta molto bene la coppia di attacco.

CALVISE 6 L'emozione dell'esordio la sente tutta; risulta brillante solo a tratti,e perde qualche pallone di troppo in fase offensiva favorendo il contopiede degli avversari.

CAVALCANTI 5 si cimenta in dribling i mpossibili e tiri da fuori area ai limiti del ridicolo. In porta riesce a dare il meglio di se stesso parando in diverse occasioni dei quasi goal.

post di: DAVIDE FALCONE

Cantina di vini sotto casa

giovedì, marzo 12, 2009 / Pubblicato da FABIO PELUSI / commenti (0)

SFIDO CHIUNQUE A NON SOGNARE UNA COSA DEL GENERE....



Il calcio aiuta gli uomini a esprimere le loro emozioni

martedì, marzo 10, 2009 / Pubblicato da FABIO PELUSI / commenti (0)

Solo il 30 per cento degli intervistati ha ammesso di aver
pianto dopo una sconfitta della squadra del cuore

Abbracciarsi per un gol, esultare insieme a un amico per una vittoria...
Chi non lo ha mai fatto allo stadio. Secondo uno studio inglese la classica partita di pallone potrebbe essere "terapeutica" per gli uomini che tradizionalmente non sono abituati a esprimere le loro emozioni.


Calcio o sesso?
Da un questionario compilato da 500 uomini tra i 18 e i 70 anni, è emerso che i due terzi non ha paura di mostrare le emozioni e di condividerle con qualcuno durante o dopo una partita di calcio. Il 76 per cento non si sente nemmeno imbarazzato ad abbracciare un amico quando la squadra del cuore segna.
Ma non è vero che gli uomini pensano solo al calcio.
I due terzi non sostituirebbe il sesso con una partita e l'86 per cento non rinuncerebbe ad assistere alla nascita del proprio figlio. Incredibile ma vero, per gli inglesi anche il lavoro viene prima: solo il 27 per cento lascerebbe l'ufficio per un match.

Tutta salute
La maggior parte degli intervistati, inoltre, dice di preferire il calcio giocato a quello visto in tv e si prepara a giocare a pallone durante i mondiali.
Secondo gli psicologi guidati da Andrew McCulloch il calcio non fa bene solo al fisico (quello giocato), ma anche alla psiche. Socializzare le emozioni e parlare dei propri stati d'animo è molto importante per la salute mentale. Lo studio, infatti, sarà utilizzato nell'ambito della ricerca di nuove terapie per persone con problemi mentali e disturbi dell'apprendimento.

“That's What Friends Are For”

venerdì, febbraio 13, 2009 / Pubblicato da FABIO PELUSI / commenti (0)

COME FARSI VENIRE I BRIVIDI, ASCOLTATELA :-)

PLAY FISH: GIOCHI PER FaceBook E LE RETI SOCIALI

venerdì, febbraio 06, 2009 / Pubblicato da FABIO PELUSI / commenti (0)


PLAY FISH è una piattaforma gaming per reti sociali, in particolare per FaceBook e MySpace.

Dispone al momento di sei magnifici giochi, alcuni dei quali disponibili anche in Italiano: Bowling Buddies, Geo Challenge, Minigolf Party, Pet Society, Who Has The Biggest Brain?, Word Challenge.

Con essi si può partecipare a veri e propri tornei sfidando i nostri amici o giocare anche da soli.

Basta sceglierne uno e consentire l’accesso alle reti sociali cui siamo già registrati per accedere e cominciare a divertirsi. Vale a dire Yahoo!, Bebo, MySpace e soprattutto FaceBook.

Per il momento quelli che mi hanno intrigato di più e che ho provato nel mio FaceBook sono Geo Challenge, un gioco basato sulla conoscenza della geografia, e Word Callenge, una fantastica sfida a scoprire il maggior numero di parole a partire da una serie di lettere date.

I vari giochi, oltre alla versione gratuita, forniscono anche offerte pro a prezzi davvero accessibili.